Il Capodanno Masterchef
Il Capodanno Masterchef si inizia a festeggiare già al supermercato, mentre fai la spesa. Così, mentre ordini il pesce, pensi pure a quando friggerlo, senza che pelle, capelli e anima ti si riempiano di fragranza di fritto misto. Normalmente, opti per cucinare nuda e con la cuffia da doccia in testa. Mentre scegli il vino e lo spumante, invece, già ti immagini ubriaca, che balli e fai il trenino tra la cucina e il salotto, coi figli che ti guardano increduli e il marito, incredulo pure lui, che già pregusta la nottata.
Il Capodanno Invitato
Se invece sei ospite e hai la fortuna di essere invitata davvero a cena, e non a quei party in stile “pranzo al sacco”, oppure ceni al ristorante, ti alzi lo stesso alle sei come chi deve preparare il cenone - come quella sfigata che ti ha invitato - ma solo perché hai ancora mille faccende da sbrigare assolutamente entro il 31 dicembre, tipo: salutare le amiche, perché poi sia tu che loro partirete chi per Marte chi per Plutone e non vi rivedrete mai più; salutare i genitori e assicurarsi che non passino l’ultimo dell’anno da soli (poi magari gli altri giorni chissene); fare la spesa per i giorni a venire, perché non sia mai che gli avanzi non bastino; cambiare i letti; spolverare; lavare ogni superficie lavabile; dare il bianco; infine, e solo infine, darsi o farsi dare lo smalto.
Nota bene: tutte queste cose le fanno anche quelle sfigate di cui sopra, quelle che hanno invitati a casa propria; solo che queste ultime le faranno rigorosamente dopo la loro personale prova di Masterchef; quindi, verosimilmente lo smalto ce l’avranno un dito sì e uno no, per via del tempo effettivamente rimastogli.
Il Capodanno Intellettuale
L’Intellettuale aspetta la Mezzanotte in compagnia di un BUONLIBRO (tutto attaccato, sono i migliori) e con il sottofondo di una musica da camera che farebbe addormentare pure gli iperattivi. È solo, o con poca compagnia altamente sezionata: niente rompicoglioni intorno che propongano la diretta TV di Rai 1 per seguire meglio il conto alla rovescia, o addirittura una tombolata. Anzi: se gli nominate la Tombola, l’Intellettuale ve ne illustrerà le origini e l’evoluzione nel mondo, ma senza metter mano alle monetine. Quando finalmente arriva la Mezzanotte, l’Intellettuale, se è ancora sveglio, festeggia sorseggiando del BUONVINO (sempre tutto attaccato) e poi comincia a tirar fuori dagli scaffali della propria libreria tutti i volumi in essa contenuti e a lanciarli in alto con aria di festa: così, con l’occasione farà l’inventario e getterà via dalla finestra, in un impeto di follia volgare, quelli che non vuole più.
Il Capodanno Single
Il Capodanno da single non esclude le prime tre versioni precedentemente descritte: puoi tranquillamente essere single Masterchef, single Invitato, single Intellettuale. Oppure, puoi altrettanto tranquillamente essere single e basta. E allora, avrai due obiettivi, per la notte di Capodanno: oltre all’obiettivo facilmente intuibile, ci sarà quello di DIVERTIRSI. DI-VER-TIR-SI. Assolutamente-sempre-comunque, e tutti gli altri avverbi che vorrai metterci. La serata sarà probabilmente in compagnia di altre coppie e a Mezzanotte scatterà il momento bacio-limonata, ma tu assolutamente-sempre-comunque riderai, e berrai, e salterai e piroetterai e ballerai sempre ridendo, in compagnia di te stesso, finchè pure te stesso, magari, ti lascerà per prendere aria un attimo, fare due parole con gente più equilibrata, e poi tornare a recitare la parte, se è quello che stavi facendo. Buon anno!
Il Capodanno con figli
Tirare fino alla mezzanotte sembra cosa facile, ma non lo è. O meglio: lo è quando hai vent’anni e fino a che vivi sotto lo stesso tetto dei tuoi genitori che, si sa, sono sempre stati vecchi, anzi sono nati vecchi e noiosi. Quando poi l’Amore, la Natura, il Fato, la Sfiga vogliono che sia tu a diventare genitore e, dunque, ad intraprendere quella strada inesorabilmente in discesa verso la noia e la vecchiaia, allora ti renderai conto che quei poveri disgraziati dei tuoi genitori non erano né vecchi né noiosi: erano solo stanchi. Stanchi di sentirsi dire “Ho fame, ma quando si mangia?”, “Quando arrivano i nonni?” “Giochiamo a tombola?” “Voglio tirare i mini-ciccioli” “Papà, un petardo è finito nella tazza del water” “Ma quando è mezzanotte?”- alle sette di sera - “Io ho sonno!” – alle dieci - “Io ho fame, ma anche sonno, ma più fame: voglio la pasta!” – alle 11, che ormai in tavola c’è solo più il pandoro – “Io non ho sonno!!” – alle due di notte, quando ormai i festeggiamenti sono andati. Il capodanno con i figli, normalmente si compone di due parti: la prima, quella coi figli svegli, in cui mangi presto, come al solito, fai due giochi di società, ti guardi un film e hai ancora il tempo di appisolarti sul divano sentendo il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica; la seconda, quella dopo che i gagni sono andati a dormire: allora corri a lavarti la faccia per toglierti il torpore del divano, ti infili il tacco, ti versi un bicchiere di spumante, e cerchi così, coi capelli un po’ storti e il trucco appena abbozzato, di recuperare il tempo andato: quel capodanno a Vienna, o quell’altro a Parigi. Poi ti volti, e tuo marito è rimasto in tuta e con le pantofole. Va bhe: dai usciamo sul balcone, chiudiamo gli occhi e baciamoci, che fuori ci sono i fuochi. Speriamo solo che i bambini non si sveglino proprio adesso…
Il Capodanno dopo i figli
Il mood del Capodanno dopo i figli, ossia con i figli ormai grandi e autonomi, è lo stesso del Capodanno Single: DI-VER-TIR-SI, assolutamente-sempre-comunque, ma in due. Così l’effetto è duplicato: doppio “riderai” “berrai” “salterai” “piroetterai” “ballerai”; e in questo caso, non farete due parole con gente più equilibrata, perché non ve ne fregherà più niente della gente equilibrata.
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