Ho portato i miei figli (mio marito compreso!) a Roma, lo
scorso week-end.
Avevo programmato questo viaggio breve, o week-end lungo,
dipende da che prospettiva lo si voglia guardare, per marzo di quest’anno, ma l’ho
dovuto, ovviamente, rinviare.
Voleva essere un modo per celebrare la fine di una fase,
quella della Scuola Elementare, per Edoardo, e anche, o forse soprattutto, un
modo, per me, di riprendere quel passatempo che ho sempre amato e iniziare a
trasmettere la mia stessa passione per i viaggi anche al resto della famiglia.
Proprio con questa intenzione, ho scelto un albergo che si
collocasse nel centro storico, affinchè se ne potesse godere la vista in ogni
istante della nostra permanenza, e fare in modo che l’essenza stessa della
Storia che trasuda da ogni Sampietrino, dai marmi, dalle fontane, dalle
innumerevoli rovine ovunque sparse, ci penetrasse ogni senso.
Ho, poi, meticolosamente studiato una scaletta dei tempi che
fosse consona alle età e alle capacità dei bambini, senza risultare faticosa e
pressante. Lontani sono, ancora, i tempi in cui giravo un’intera città a piedi
o coi mezzi pubblici, senza soste inutili per mangiare o riposare, per una
giornata intera.
Ho scelto, dunque, le tappe più fruibili e, per loro, più
accattivanti, pensando anche al programma scolastico affrontato o previsto.
Infine, ho prenotato i ristoranti più adatti per posizione e
prezzo, in base alla mia tabella di marcia, e che fossero anche in grado di
aggiungere la giusta nota di gusto e colore alla nostra esperienza.
Abbiamo visto l’Altare della Patria, piazza Venezia, il
Campidoglio, Ara Coeli, piazza Colonna, Fontana di Trevi, la Galleria Alberto
Sordi, il Quirinale, piazza di Spagna, Trinità dei Monti, la sala da the
Babington’s, via dei Condotti, via del Corso, piazza Navona, il Pantheon;
abbiamo visitato il Foro di Traiano, il Foro di Costantino, il Colosseo, la
Basilica di San Pietro; in ognuno di questi luoghi abbiamo scattato foto e
selfies.
Il mio programma è stato rispettato ed io mi ritengo soddisfatta,
anche se, certo, mancano ancora moltissime altre tappe.
Tuttavia, se chiedeste ai miei figli (mio marito compreso!)
le loro impressioni, vi risponderebbero che ha piovuto troppo, che avremmo
potuto prendere più taxi e che ciò che gli è piaciuto di più è stato il giro al
negozio di Tiger di largo Arenula…
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