Riflettevo sul tutto e sul niente, e mi sono accorta di essere sulle montagne russe.
Solo che adesso sono nella parte noiosa della pianura, quella che arriva per inerzia.
Riflettevo e pensavo che a quest’ora, un anno fa, sbraitavo
di rinascita e di ripresa, avevo il fuoco nelle vene e nella testa. Riflettevo
e ho ricordato che un anno fa, quello era il tempo sospeso e io volevo che
fosse quello decisivo.
Ora è il tempo di ricominciare e sono io a sentirmi sospesa.
Proprio adesso, mentre sto scrivendo queste ennesime
sciocchezze, sento la gente fuori, in strada, ridere parlare camminare correre.
E sono felice. Ma io sono sospesa.
In effetti, questa ero io anche prima. Non posso pretendere
di diventare di punto in bianco, come se nulla fosse, qualcun’altra!
Eppure, mi sento fuori tempo.
Per festeggiare la lenta ripresa della libertà, mi sono
concessa una passeggiata dopo cena, con mio figlio più piccolo.
Ho sentito nel cuore leggerezza.
Poi è arrivata la stanchezza, ma questa volta non ha ancora
prevalso.
Bisogna che io mi sforzi di uscire dalla caverna.
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